SPAZI per ABITARE

PENSARE LA CASA DI DOMANI

Se è vero che il futuro può apparire oscuro, perché non è dato di sapere esattamente come potrà essere la casa di domani, è pur vero che può essere esplorato. La casa di domani sarà sensibilmente diversa da quella attuale per dimensioni, caratteristiche, tecnologie: ma come?
Che cosa si può fare da subito?

L’abitare non è semplicemente riconducibile alle mura domestiche e a ciò che all’interno avviene, ma anche, e soprattutto, al tempo e a luogo in cui avviene. In questo periodo di forti cambiamenti, la difficoltà più grande è quella di pensare a progetti che guardino alla costruzione di un domani diverso. Un domani che sarà influenzato dalle tendenze che sono osservabili oggi, oltre che dalle esperienze del passato.
L’attenzione per un abitare più etico non è da pensare limitata solamente alla scelta dei materiali, che ne sono una conseguenza, ma deve rivolgersi a una nuova concezione degli spazi per abitare, che nella loro semplicità riescano a trasmettere l’esigenza del cambiamento trasformandolo in abitudine di vita. Diventa fondamentale guardare a progetti ideali per generare un miglioramento nella qualità della vita delle persone a livello sociale, economico, e ambientale. Non esiste una soluzione univoca per ogni situazione, società, cultura, ma una moltitudine di soluzioni differenti, ognuna con le proprie peculiarità, capaci di trasformare le criticità in opportunità.
SPAZI PER ABITARE è un percorso pensato come una successione di cinque punti di vista per cambiare il modo di vedere le cose. Sarà tenuto da docenti e professionisti di fama. Saranno affrontati il tema della socialità e inclusività, degli interni, del benessere, dell’innovazione, della rigenerazione. Cinque punti di vista sulla casa di domani.

" Dobbiamo ricalibrare la prosperità basandosi sul funzionamento degli ecosistemi e su quello che possono effettivamente rigenerare”

K. Raworth

speaker
Casa
con Vittorio Longheu
Lunedì 14 settembre
16:00 - 19:00

La raccolta di piccoli edifici che viene di seguito proposta rappresenta, attraverso la ricerca progettuale e i suoi esiti costituti da progetti e realizzazioni, una riflessione sulle questioni proprie dell’abitare, precisate nel tempo, attraverso la definizione di “luoghi” nei quali sia possibile la rappresentazione e quindi la comprensione dell’infinito intreccio di figure e significati che descrivono la quotidianità della vita. La casa è da sempre il rifugio, sicuro e definitivo, al quale fare ritorno e da sempre, o meglio da quando il concetto di civiltà appartiene alla natura umana, l’uomo ha inteso come una delle sue principali occupazioni, attribuire a questo rifugio, una forma che rappresentasse il senso, la ragione del suo abitare.
Gesti e attitudini quali colloquiare, leggere, mangiare, dormire diventano in questi lavori luogo di studio e di indagine nella convinzione di poter descrivere quelle azioni con scritture efficaci ed adeguate. E se è vero come diceva un grande maestro che l’architettura è la scena fissa sulla quale si svolgono le vicende umane, l’architetto sarà il costruttore di questo scenario. In uno dei suoi scritti sul teatro, Hugo von Hofmannsthal parla dello scenario come visione di un sogno da realizzare e del maestro di scena come creatore di questo sogno. “Non degli artifici degli stili…no i suoi muri somiglieranno a quelli che il sogno costruisce in noi e vivranno interamente dell’inesauribile gioco della luce…”. L’architettura domestica, i recinti che la descrivono, è intesa in questi lavori come una sequenza di scene fisse dove il processo di precisazione formale delle stesse avviene attraverso successive semplificazioni con le quali si evidenziano e si precisano le parti in un continuo rapporto tra dimensione, forma, costruzione e materia. L’insieme trova un carattere unitario nello svolgersi di una rappresentazione narrativa che conserva contemporaneamente l’unicità delle parti e racconta le relazioni all’insieme. La distanza che separa la parte dal tutto è rappresentata dal tema delle soglie, luoghi di passaggio, diaframmi murari tra spazi vuoti, che indicano all’interno del principio compositivo come la narrazione diventi tema dell’abitare.

Vittorio Longheu

Laureato in architettura all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1988, inizia la propria attività professionale nel 1989 affrontando, nel corso degli anni, la progettazione di molteplici temi: edifici polifunzionali, commerciali e direzionali, complessi direzionali e turistico alberghieri, diverse tipologie abitative, edifici e spazi pubblici. La domanda di un diverso e coerente modo di vivere la residenza, i luoghi del lavoro, gli spazi pubblici a servizio della collettività, i luoghi dello svago e del tempo libero è stata affrontata in un’ottica di ricerca delle nuove forme adeguate e compatibili con le spazialità contemporanee.
Ha sempre affiancato l’attività professionale a quella di ricerca e di insegnamento presso varie università in italia quali l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, l’Università degli Studi di Ferrara, Università di Bologna, Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” e attualmente il Politecnico di Milano. Partecipa a varie conferenze in Italia ed all’estero e ad alcune esposizioni tra cui la “Biennale di Venezia”, “Laboratorio Italia” Roma, "Giovane Architettura Italiana", Busan, Korea. Vince il "Premio Architettura-Città di Oderzo, il "Premio Nazionale di Architettura Luigi Cosenza, il Design Plus a Francoforte. I suoi lavori sono pubblicati nelle più importanti riviste nazionali ed internazionali.

Lunedì 14 settembre
16:00 - 19:00
Assisti all’Evento Online
16:00
Inizio Lezione
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Partecipa dal vivo
15:30
Registrazione Partecipante
16:00
Lezione
18:00
Aperitivo col Docente
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Iscrizione obbligatoria entro le 15:00 del 13/09
Vittorio Longheu

Laureato in architettura all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1988, inizia la propria attività professionale nel 1989 affrontando, nel corso degli anni, la progettazione di molteplici temi: edifici polifunzionali, commerciali e direzionali, complessi direzionali e turistico alberghieri, diverse tipologie abitative, edifici e spazi pubblici. La domanda di un diverso e coerente modo di vivere la residenza, i luoghi del lavoro, gli spazi pubblici a servizio della collettività, i luoghi dello svago e del tempo libero è stata affrontata in un’ottica di ricerca delle nuove forme adeguate e compatibili con le spazialità contemporanee.
Ha sempre affiancato l’attività professionale a quella di ricerca e di insegnamento presso varie università in italia quali l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, l’Università degli Studi di Ferrara, Università di Bologna, Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” e attualmente il Politecnico di Milano. Partecipa a varie conferenze in Italia ed all’estero e ad alcune esposizioni tra cui la “Biennale di Venezia”, “Laboratorio Italia” Roma, "Giovane Architettura Italiana", Busan, Korea. Vince il "Premio Architettura-Città di Oderzo, il "Premio Nazionale di Architettura Luigi Cosenza, il Design Plus a Francoforte. I suoi lavori sono pubblicati nelle più importanti riviste nazionali ed internazionali.

speaker
Dal clima alla pelle
con Stefan Hitthaler
Lunedì 21 settembre
16:00 - 19:00

Come viviamo dipende fortemente dalla zona climatica nella quale stiamo. Definisce cosa mangiamo, con che mezzi ci spostiamo, come siamo attrezzati, fino al tema che ci interessa di più come architetti: come abitiamo.
In parte i nostri vestiti vengono scelti per le proprietà utili a vivere il clima del luogo in cui dimoriamo.
Le nostre case, che hanno una funzione simile ai nostri vestiti, dovrebbero distinguersi se sono in montagna o al mare, in Norvegia o in Salento.
Stranamente gli arredi si liberano da tanti obblighi sopracitati. Per noi architetti sembra un campo da gioco in cui possiamo raccontare storie di vita, specchiare personalità di committenti, dare impulsi…

Stefan Hitthaler

Stefan Hitthaler (Brunico, 1966) laureato in Architettura nel 1991 a Innsbruck, apre il proprio studio nel 1992. Svolge attività accademica presso la facoltà di Architettura di Ferrara (2006-2014). Lavora su scala architettonica, urbanistica e d’interni. Forte è l’interesse per i temi di qualità degli spazi e risparmio energetico (1993 progettazione prime case passive in Italia). Le sue architetture sono state pubblicate su riviste italiane ed internazionali e insignite di importanti riconoscimenti (tra cui: I Premio FF Küchenaward, I Premio Architettura Alto Adige 2002,2013, I Premio Urbanistico Sostenibilità 2011). Alcuni allestimenti sono stati presenti alla XXI triennale di Milano (Stanze: altre filosofie dell’abitare), ad Innsbruck, a Brunico (Corpus Intra Muros).

Lunedì 21 settembre
16:00 - 19:00
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15:30
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16:00
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18:00
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Iscrizione obbligatoria entro le 15:00 del 20/09
Stefan Hitthaler

Stefan Hitthaler (Brunico, 1966) laureato in Architettura nel 1991 a Innsbruck, apre il proprio studio nel 1992. Svolge attività accademica presso la facoltà di Architettura di Ferrara (2006-2014). Lavora su scala architettonica, urbanistica e d’interni. Forte è l’interesse per i temi di qualità degli spazi e risparmio energetico (1993 progettazione prime case passive in Italia). Le sue architetture sono state pubblicate su riviste italiane ed internazionali e insignite di importanti riconoscimenti (tra cui: I Premio FF Küchenaward, I Premio Architettura Alto Adige 2002,2013, I Premio Urbanistico Sostenibilità 2011). Alcuni allestimenti sono stati presenti alla XXI triennale di Milano (Stanze: altre filosofie dell’abitare), ad Innsbruck, a Brunico (Corpus Intra Muros).

speaker
Abitare i confini
con TAMassociati - Simone Sfriso
Lunedì 28 settembre
16:00 - 19:00

L'architettura concentrata sulla società può frenare l'emarginazione e l'esclusione e diventare una forza trainante per nuove visioni, un potente mezzo per comunicare, uno strumento attraverso il quale molte aree urbane e periferiche possono rivendicare diritti, progressi, opportunità e inclusione.
L'architettura, con le sue competenze specifiche, può aiutare a diffondere e rendere efficaci i principi di socialità, partecipazione, integrazione e legalità, ovunque, su qualsiasi scala, oltre ogni confine. Incarnando questi principi, l'architettura in questo millennio dovrà sempre più confrontarsi e trovare risposte alle sfide che la città e l'ambiente presentano non solo agli architetti, ma a tutti i "designer" più responsabili del prossimo futuro.

TAMassociati - Simone Sfriso

Simone Sfriso è architetto, cofondatore e partner di studio TAMassociati.
TAM si basa su un’idea concreta: coniugare impegno civile e professione. È uno studio di architettura e comunicazione sociale a servizio delle istituzioni pubbliche, delle organizzazioni non profit e di quella società civile attenta ai valori di equità, sostenibilità, sviluppo dei beni comuni.
TAM ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali tra cui: Holcim-Lafarge Award 2017; Idea Tops Award Shenzhen 2016; Architetto Italiano dell’Anno 2014; Zumtobel Design Award 2014, Premio Curry Stone Design Prize 2013, Premio Aga Khan per l'Architettura 2013, Medaglia d'oro Giancarlo Ius 2013.
TAMassociati è stato il Curatore del Padiglione Italia - Biennale di Venezia 2016.

Lunedì 28 settembre
16:00 - 19:00
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16:00
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Partecipa dal vivo
15:30
Registrazione Partecipante
16:00
Lezione
18:00
Aperitivo col Docente
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Iscrizione obbligatoria entro le 15:00 del 27/09
TAMassociati - Simone Sfriso

Simone Sfriso è architetto, cofondatore e partner di studio TAMassociati.
TAM si basa su un’idea concreta: coniugare impegno civile e professione. È uno studio di architettura e comunicazione sociale a servizio delle istituzioni pubbliche, delle organizzazioni non profit e di quella società civile attenta ai valori di equità, sostenibilità, sviluppo dei beni comuni.
TAM ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali tra cui: Holcim-Lafarge Award 2017; Idea Tops Award Shenzhen 2016; Architetto Italiano dell’Anno 2014; Zumtobel Design Award 2014, Premio Curry Stone Design Prize 2013, Premio Aga Khan per l'Architettura 2013, Medaglia d'oro Giancarlo Ius 2013.
TAMassociati è stato il Curatore del Padiglione Italia - Biennale di Venezia 2016.

speaker
La casa che verrà
con Chiara Tonelli
Lunedì 5 ottobre
16:00 - 19:00

Digitalizzazione del processo di concezione e costruzione dell’architettura, rapidità delle tecniche esecutive, integrazione funzionale dei dispositivi di produzione energetica nell’architettura, comfort e salubrità indoor che non abbiano effetti negativi outdoor e riduzione dei consumi energetici sono le principali frontiere di ricerca sugli edifici di oggi in vista del domani. Non va però dimenticato il risvolto sociale dell’abitare, e conseguentemente, la nuova configurazione demografica e culturale della società, cui i modelli abitativi dovranno conformarsi. Ai paradigmi sopra esposti dovranno quindi necessariamente aggiungersi i requisiti della flessibilità, dell’adattabilità e dell’affordability.

Chiara Tonelli

Chiara Tonelli, architetto, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma, è professoressa in Tecnologia dell’architettura all’Università Roma Tre, dove è delegata del Rettore per la Sostenibilità ambientale. Ha ideato e coordinato le partecipazioni di Roma TRE al Solar Decathlon, competizione tra università di tutto il mondo per la progettazioneerealizzazione di prototipi di case ad alta efficienza energetica, vincendo nel 2012 con il prototipo “MED in Italy” il terzo posto e nel 2014 con il prototipo di social housing “RhOME for denCity” il primo premio. È stata Coordinatore tecnico del Piano Energetico del Lazio (2015-16). Ha partecipato a centinaia di conferenze in Italia e nel mondo e condotto programmi TV su temi dell’architettura (Real Time, RAI 3, Leonardo).

Lunedì 5 ottobre
16:00 - 19:00
Assisti all’Evento Online
16:00
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15:30
Registrazione Partecipante
16:00
Lezione
18:00
Aperitivo col Docente
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Iscrizione obbligatoria entro le 15:00 del 04/10
Chiara Tonelli

Chiara Tonelli, architetto, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma, è professoressa in Tecnologia dell’architettura all’Università Roma Tre, dove è delegata del Rettore per la Sostenibilità ambientale. Ha ideato e coordinato le partecipazioni di Roma TRE al Solar Decathlon, competizione tra università di tutto il mondo per la progettazioneerealizzazione di prototipi di case ad alta efficienza energetica, vincendo nel 2012 con il prototipo “MED in Italy” il terzo posto e nel 2014 con il prototipo di social housing “RhOME for denCity” il primo premio. È stata Coordinatore tecnico del Piano Energetico del Lazio (2015-16). Ha partecipato a centinaia di conferenze in Italia e nel mondo e condotto programmi TV su temi dell’architettura (Real Time, RAI 3, Leonardo).

speaker
Impiantistica, efficienza e fonti rinnovabili
con Norbert Klammsteiner
Lunedì 12 ottobre
16:00 - 19:00

Efficientamento energetico dell’insieme edificio – impianto. La forte riduzione dei consumi energetici apre un ampio spettro di possibilità di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Per l’efficientamento energetico nell’edilizia abbiamo tutto quello che serve: Know-how, materiali ed impianti, maestranza specializzata: dobbiamo passare dalla “possibilità di poter fare” all’obbligo di dover fare!

Norbert Klammsteiner

Norbert Klammsteiner laureato in Ingegneria Meccanica all’Università di Padova è cofondatore e partner dello studio associato Ingenieure Felderer & Klammsteiner.
Svolge progetti in vari settori dell’impiantistica, dell’energetica e nella realizzazione di infrastrutture energetiche per committenti pubblici, per aziende e privati, con specializzazione sull’uso razionale dell’energia, sulla geotermia, sulla biomassa e le costruzioni a basso consumo energetico.
Klammsteiner ha partecipato alla fondazione del programma “CasaClima” della Provincia di Bolzano di cui è relatore per il settore impiantistico dei corsi per gli “esperti di CasaClima” in Italia.

Lunedì 12 ottobre
16:00 - 19:00
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16:00
Inizio Lezione
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15:30
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16:00
Lezione
18:00
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Iscrizione obbligatoria entro le 15:00 del 11/10
Norbert Klammsteiner

Norbert Klammsteiner laureato in Ingegneria Meccanica all’Università di Padova è cofondatore e partner dello studio associato Ingenieure Felderer & Klammsteiner.
Svolge progetti in vari settori dell’impiantistica, dell’energetica e nella realizzazione di infrastrutture energetiche per committenti pubblici, per aziende e privati, con specializzazione sull’uso razionale dell’energia, sulla geotermia, sulla biomassa e le costruzioni a basso consumo energetico.
Klammsteiner ha partecipato alla fondazione del programma “CasaClima” della Provincia di Bolzano di cui è relatore per il settore impiantistico dei corsi per gli “esperti di CasaClima” in Italia.

sede dei corsi
Showroom Bertani Spa
Via Terezin, 26 - Reggio Emilia
iscrizione obbligatoria